Partorito dolorosamente da Claudio1982 alle ore 11:57
sabato, 08 novembre 2008

Immaginate una settimana tipo questa:

1- Finite di lavorare, e per la prima volta dopo 4 mesi avete tanto tempo libero. Felicità livello 1

2- I tuoi genitori partono per una settimana e avete la casa tutta per voi (non per farci chissà che cosa, ma potete godervi gli spazi). Felicità livello 2

3- Vostra sorella decide di raggiungere il suo uomo a Livorno per il suo compleanno liberando altri spazi vitali. Felicità livello 3.

4- Avete la macchina tutta per voi non essendoci nessun altro. Felicità livello 4.

Il quarto livello di felicità viene prontamente spazzato via da una serie di sfortunati eventi..il terzo viene abbattuto dalla sfiga e il secondo viene spazzato via da un vortice di paranoia:

1- Vi rendete conto che la vostra ragazza e tutti i vostri amici lavorano o studiano..siete soli. Felicità meno 1

2- La vostra macchina si rompe (tipo il filo della frizione) e il pezzo non arriva prima di 4 giorni. Felicità meno 2

3- Decidete di andare a piedi al supermercato più vicino, ma vi chiudete fuori e le chiavi più vicine di casa sono sul mar tirreno (Ischia o Livorno). Dopo aver vagato come un barbone per un po' vi ricordate di non aver chiuso bene una delle porte. Riuscite ad entrare in casa, ma ormai il supermercato è chiuso. Felicità meno 3

Uno pensa:<<pazienza. Piazzo il rullo davanti alla televisione e mi alleno. Cazzo! Un dolore atroce alle cosce..va bè..guardo la tv>>.
Mentre guardo il discorso di Obama mi accorgo che in veranda qualcosa vaga indisturbato. Trattasi di un esemplare di topo topus che si arrampica tipo acrobata in ogni dove. Decido di fare Ratwatching per un pò..poi, preso da un'improvvisa compassione nei suoi confronti, mentre lo vedo zampettare fino all'altra veranda, decido di fare il giro e piazzare alcune simpatiche trappole. Il topo ci casca e cade stecchito.

Tutto questo per dire: che settimana di merda!

Di seguito la foto del topo acrobata:

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Partorito dolorosamente da pisuke81 alle ore 10:43
venerdì, 31 ottobre 2008

Per chi desidera una governante-tata come Mary Poppins
Per chi ha dei figli più viziati di quelli della famiglia Dawes
Per chi dubita sulla reale bontà di Mary Poppins
Per chi ...

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Partorito dolorosamente da gattastregatta alle ore 12:03
domenica, 26 ottobre 2008

Ieri ho finalmente collaudato il mio equipaggiamento per quello che (a detta di molti) è il tipico tempo scozzese: pioggia, vento e freddo.
Il collaudo ha avuto... un inaspettato insuccesso. Anzi, direi che è stato proprio un disastro perchè quando son rientrata a casa non so cosa NON avevo di bagnato...

Ora, dico io, perchè abbinare vento e pioggia? Perchè?

Il paesaggio che si profila è di una Edimburgo con pioggia in tutte le direzioni: quella fitta fitta che ti punge, quella grossa grossa che ti ammacca, quella che scende giu dal lato destro, quella che precipita dal lato sinistro, quella che ti schiaffeggia in pieno volto, quella che ti colpisce alle spalle e quella che viene dritta dritta da sotto!
Per la strada si assiste sbigottiti a stragi di ombrelli e si fa più chiaro il segreto di Mary Poppins: altro che magia e magia! Qui il vento è capace di portare via qualsiasi cosa!
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Partorito dolorosamente da gattastregatta alle ore 00:00
venerdì, 24 ottobre 2008

Chi di voi si ricorda la dolce Pollyanna e il suo gioco della felicità?

Bene, giusto per ripassare, i praticanti del “gioco della felicità di Pollyanna” usano una sorta di violenza mentale sulla propria visione del mondo, cercando di trasformare tutto in qualcosa di positivo. Facciamo un esempio: mi entra un ramo in un occhio. Risultato per chi non è praticante: “Oh CaXXo!”. Risultato per chi è praticante: “Che culo, ho l'altro occhio!”.

Scherzi a parte, posso dire di avere una fantastica qualità: riuscire a vedere in tutto e tutti qualcosa di buono e divertente.

Oggi compio due settimane nel mio lavoro edimburghese. Ho finito il periodo di prova e ora ne so “un beh” di panini. Mettetemi alla prova: chiedermi tutto quello che volete!!

Ma molte persone staranno pensando:

“ma che ci fa una laureata
a lavorare come commessa in una paninoteca?”


Ebbene, per me la risposta è semplice: perchè è bella l'avventura e il mettersi alla prova sempre e ovunque, senza aver nulla di cui vergognarsi ma sempre cercando di trarre il meglio da ogni esperienza. Non è solo il lavoro che si fa che ci rende delle persone felici: è come lo si vive, sta nella capacità di saper rendere divertente anche quello che potrebbe non sembrarlo.

Ecco la mia giornata lavorativa:
Sveglia alle 7. Doccetta e controllatina su internet. Camminata di 20 minuti tra pioggia, vento e foglie colorate che mi schiaffeggiano (che però danno il loro tocco di classe all'atmosfera autunnale). Arrivo al negozio, con Matthew che mi accoglie con il suo “Goodmorning Darling” (...che uomo adorabile)!


Colazione con un bel cappuccino schiumoso e cornetto al cioccolato (per la mia golusumine dovrei evitare questi posti dove mi fanno mangiare quello che voglio e quanto voglio...). Affettatina di pomodori, lattuga, citrioli, cipolle e avvio delle minestre mentre Matthew mi racconta della sua casa dal tetto verde, la sua moglie scozzese dai capelli rossi e i due figli, qualcosa sulla Persia e qualche perla di saggezza (il tutto addolcito con qualche “darling” qua e la).

Arrivano i primi clienti: c'è la signora con cui Matthew ha un certo feeling, lei prende sempre caffè nero e legge il giornale “Scotsman”. Poi arriva il lituano che vuole il caffè annacquato con il latte freddo e tre cucchiaini e si ferma sempre a chiacchierare con me. Quindi arriva il gigante buono mago del computer, che prende il bicchierone di latte con un cucchiaino di zucchero e un cornetto alle mandorle. Di seguito entra l'uomo con il bluetooth, che prende il cappuccino con il latte bollente e tanta schiuma, niente zucchero e tanto, tanto cacao. Poi ci sono i due ragazzi che prendono i panini, la zuppa e il caffelatte. Ancora i due signori dei negozi di fronte che si siedono e prendono due caffè neri con tanto latte... e così la mattinata passa, tra chiacchierate con i clienti, affettamento di salumi e formaggi, impacchettamento di torte, riempimento di frighi, baghette nel forno, baked potatos e smangiuchiatine golose qua e la.

Alla fine arrivano le 12 e improvvisamente entrano un sacco di persone, con ventimila richieste e ventimila panini, baghette, wrap e palle varie da riempire con tutto di più. Tutto è una sfida: sentire cosa dicono, capire cosa chiedono, chiedere un po' di volte di ripetere per poi sussurrare “aiuto” all'adorabile e paziente Matthew, non fare la faccia disgustata per tutte le schifezze che pasticciano, stare prima attenti a non mettere le dita dentro le salse e poi pulirsi le dita (che inevitabilmente di sono impiastricciate), cercare di chiudere i panini strabordanti, impacchettare tutto, fare lo scontrino e dare il resto senza incasinarsi con tutte quelle pallose monetine bronzee. In tutto questo tra i clienti molti rigogliosi ragazzi della squadra nazionale scozzese di Rugby mi sorridono e io sorrido di rimando da brava e solare ragazza sarda.

Questo sino alle 14. Poi calma piatta. Si pranza e posso scegliere tutto (ma proprio tutto) quello che voglio. Ovviamente mi son promessa di assaggiare tutto per amore della ricerca, perchè è bene conoscere il nemico. Dopo la pausa si iniziano le pulizie con lavate di piatti, conservazione di salse e salsine.  Il tutto nell'allegria di chiacchierate tra sporadici clienti e colleghi di lavoro.

Prima di chiudere, una delle cose più pericolose della giornata: passare l'aspirapolvere. Bisogna stare attenti -ma che dico, attentissimi- a non aspirare il veleno per topi che c'è sotto ogni dove. E io puntualmente aspiro tutto, anche i topi...

Alle 4pm il negozietto chiude, e mi posso prendere una busta delle cose avanzate, per la felicità dei miei coinquilini e per la mia rovina di ragazza golosa.
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Partorito dolorosamente da gattastregatta alle ore 01:42
mercoledì, 08 ottobre 2008

Camminare nella Old Town ad Edimburgo avventurandosi tra vicoli e scorciatoie che portano chissà dove, tra il profumo di pioggia e di patate bollite, è un po' come camminare in un romanzo di Stevenson... si avverte la stessa macabra e allo stesso tempo eccitante sensazione di star per essere assaliti e uccisi da qualche personaggio dei suoi romanzi. Il malsano dottor Jekyll è dietro ad ogni angolo, pronto a trasformarsi in Mister Hide...

Quando passeggio nella New Town per rientrare a casa, mi sento invece più Hermione Grenger o uno dei personaggi di Harry Potter: la magia delle case stile georgiano, i comignoli tutti in fila, tanti alberi, parchi e babbani sono la conice perfetta.

Ragazzi, dovreste vedere Edimburgo, è davvero bellissima!

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