Nome: AllegriRagazziTristi Siamo dei ragazzi/e prossimi alla disoccupazione a cui piace dormire!!
Già laureati in Kinder Brios nell'università della Mulino Felice(votazione 5 su 5 cereali con lode) e specializzati in Kinder colazione più.
Noi studenti di comunicazione abbiamo ormai sostituito quelli di filosofia nell'immaginario collettivo dei futuri disoccupati!!
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VAL(i personaggi "Pinky and the Brain" sono un prodotto WB (copyright). Lo sfondo dell'img di testa è tratto da "Ratatouille" (Dinsey-Pixar copyright))
Odio : i gatti troppo seri
Amo : il formaggio con un sacco di buchi
La mia musica : quella che esprime il disagio esistenziale di essere allegri e tristi allo stesso tempo
I miei libri : il gatto con gli stivali
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Partorito dolorosamente da gattastregatta alle ore 00:00 venerdì, 24 ottobre 2008
Chi di voi si ricorda la dolce Pollyanna e il suo gioco della felicità?
Bene, giusto per ripassare, i praticanti del “gioco della felicità di Pollyanna” usano una sorta di violenza mentale sulla propria visione del mondo, cercando di trasformare tutto in qualcosa di positivo. Facciamo un esempio: mi entra un ramo in un occhio. Risultato per chi non è praticante: “Oh CaXXo!”. Risultato per chi è praticante: “Che culo, ho l'altro occhio!”.
Scherzi a parte, posso dire di avere una fantastica qualità: riuscire a vedere in tutto e tutti qualcosa di buono e divertente.
Oggi compio due settimane nel mio lavoro edimburghese. Ho finito il periodo di prova e ora ne so “un beh” di panini. Mettetemi alla prova: chiedermi tutto quello che volete!!
Ma molte persone staranno pensando:
“ma che ci fa una laureata
a lavorare come commessa in una paninoteca?”
Ebbene, per me la risposta è semplice: perchè è bella l'avventura e il mettersi alla prova sempre e ovunque, senza aver nulla di cui vergognarsi ma sempre cercando di trarre il meglio da ogni esperienza. Non è solo il lavoro che si fa che ci rende delle persone felici: è come lo si vive, sta nella capacità di saper rendere divertente anche quello che potrebbe non sembrarlo.
Ecco la mia giornata lavorativa:
Sveglia alle 7. Doccetta e controllatina su internet. Camminata di 20 minuti tra pioggia, vento e foglie colorate che mi schiaffeggiano (che però danno il loro tocco di classe all'atmosfera autunnale). Arrivo al negozio, con Matthew che mi accoglie con il suo “Goodmorning Darling” (...che uomo adorabile)!
Colazione con un bel cappuccino schiumoso e cornetto al cioccolato (per la mia golusumine dovrei evitare questi posti dove mi fanno mangiare quello che voglio e quanto voglio...). Affettatina di pomodori, lattuga, citrioli, cipolle e avvio delle minestre mentre Matthew mi racconta della sua casa dal tetto verde, la sua moglie scozzese dai capelli rossi e i due figli, qualcosa sulla Persia e qualche perla di saggezza (il tutto addolcito con qualche “darling” qua e la).
Arrivano i primi clienti: c'è la signora con cui Matthew ha un certo feeling, lei prende sempre caffè nero e legge il giornale “Scotsman”. Poi arriva il lituano che vuole il caffè annacquato con il latte freddo e tre cucchiaini e si ferma sempre a chiacchierare con me. Quindi arriva il gigante buono mago del computer, che prende il bicchierone di latte con un cucchiaino di zucchero e un cornetto alle mandorle. Di seguito entra l'uomo con il bluetooth, che prende il cappuccino con il latte bollente e tanta schiuma, niente zucchero e tanto, tanto cacao. Poi ci sono i due ragazzi che prendono i panini, la zuppa e il caffelatte. Ancora i due signori dei negozi di fronte che si siedono e prendono due caffè neri con tanto latte... e così la mattinata passa, tra chiacchierate con i clienti, affettamento di salumi e formaggi, impacchettamento di torte, riempimento di frighi, baghette nel forno, baked potatos e smangiuchiatine golose qua e la.
Alla fine arrivano le 12 e improvvisamente entrano un sacco di persone, con ventimila richieste e ventimila panini, baghette, wrap e palle varie da riempire con tutto di più. Tutto è una sfida: sentire cosa dicono, capire cosa chiedono, chiedere un po' di volte di ripetere per poi sussurrare “aiuto” all'adorabile e paziente Matthew, non fare la faccia disgustata per tutte le schifezze che pasticciano, stare prima attenti a non mettere le dita dentro le salse e poi pulirsi le dita (che inevitabilmente di sono impiastricciate), cercare di chiudere i panini strabordanti, impacchettare tutto, fare lo scontrino e dare il resto senza incasinarsi con tutte quelle pallose monetine bronzee. In tutto questo tra i clienti molti rigogliosi ragazzi della squadra nazionale scozzese di Rugby mi sorridono e io sorrido di rimando da brava e solare ragazza sarda.
Questo sino alle 14. Poi calma piatta. Si pranza e posso scegliere tutto (ma proprio tutto) quello che voglio. Ovviamente mi son promessa di assaggiare tutto per amore della ricerca, perchè è bene conoscere il nemico. Dopo la pausa si iniziano le pulizie con lavate di piatti, conservazione di salse e salsine. Il tutto nell'allegria di chiacchierate tra sporadici clienti e colleghi di lavoro.
Prima di chiudere, una delle cose più pericolose della giornata: passare l'aspirapolvere. Bisogna stare attenti -ma che dico, attentissimi- a non aspirare il veleno per topi che c'è sotto ogni dove. E io puntualmente aspiro tutto, anche i topi...
Alle 4pm il negozietto chiude, e mi posso prendere una busta delle cose avanzate, per la felicità dei miei coinquilini e per la mia rovina di ragazza golosa.
Partorito dolorosamente da erieri alle ore 21:07 lunedì, 31 marzo 2008
Da un po' di tempo a questa parte sto scoprendo una mia singolare idiosincrasia (beccateve er termine aurico) per cose che prima non mi avevano mai arrecato particolari noie (a parte allo stomaco):
le scadenze nei cibi a breve conservazione!!!!
Ebbene.... il motivo??? penserete che si tratti della delusione di chi, improvvisamente colto da un'incontenibile voglia della coppa malù notata in frogorifero il giorno prima, si trovi davanti al prodotto scaduto!
In realtà ultimamente capita qualcosa che non mi era mai successo prima: nel leggere la data di scadenza di mozzarelle, yogurt, actimel, etc... mi succede che il mio cervello effettua un salto analogico e semantico, che dall'ambito del cibo passa direttamente a quello della.... LAUREA!!!!
C'è qualcosa di malato in me vero? è quando leggo le scadenze, in particolar modo quelle di metà aprile, mi capita di iniziare un automatico conto alla rovescia, con tanto di salto temporale....
non è normale pensare "caspita, quando questo yogurt sarà in putrefazione, avrò già dovuto consegnare la tesi!!!" oppure "accipicchia, quando scadrà questa confezione di actimel mancheranno solo tot giorni alla discussione..."
l'unica cosa che mi viene in mente a tal proposito è: AIUTOOOOOOOOOOOO
Partorito dolorosamente da Claudio1982 alle ore 23:13 martedì, 25 dicembre 2007
Ciao Allegri ragazzi pieni..sono reduce da tre giorni di mangiate e sono pieno come una mongolfiera..ho messo su una pancia che sembra un aerostato..urge la bici!!
Resoconto dei tre giorni:
Giorno 1: Domenica. Pranzo a casa con amici di famiglia.
Antipasto: Tartine di salmone.
Primo: Pasta con astice.
Secondo: Pesce.
Dolce: Meringa.
Vini: Rosso, bianco, spumante.
Cena: meringa bis!!
Giorno 2: Lunedi. Pranzo: Yogurt!!
Cena a casa di zio.
Antipasto: salsiccia, prosciutto, roba sott'olio.
Primo: Polenta bianca con sugo di funghi, tortellini.
Secondo: porcetto.
Dolce: Torta e panettoni.
Vini: Rosso, bianco e spumante.
Giorno 3: Pranzo da me con parenti (della sera prima)
Antipasto: Patè, peperoni, formaggi, tartine di salmone, torta salata.
Primo: Pasta con astice (di nuovo).
Secondo: Pesce (di nuovo).
Dolce: Panettoni al cioccolato.
Vini: Rosso, bianco, spumante.
Cena: Pezzi di qualcosa sparso..
Ci ho infilato anche un aperitivo al bar con gli amici e il quadro è completo..ora ho un mal di testa che non mi reggo in piedi!!!