Sabato 28 Luglio 2007
Partenza!
Ore 6.30
Io e Stich siamo andati a prendere MG per iniziare un lungo viaggio verso l'Africa. Il giorno precedente abbiamo dovuto subire numerosi vaccini e acquistare vari bolli per il passaparto.
Il viaggio è andato benissimo... fino alla dogana! Lì ci siamo dovuti fermare perché vien data precedenza alle carovane di cammelli. Dopo la sosta abbiamo ripreso il viaggio in stile "Milano-Roma" (progr. tv). Come dei veri turisti sognavamo di acquistare i souvenirs più disparati come cammelli impagliati e turbanti. Il nostro vero scopo era conscere le culture diverse di paesi così lontani, con tradizioni antiche e stili di vita etremi. Il paesaggio era giallo, arido e giallo. Di tanto in tanto si vedevano lunghe carovane di cammelli ma di acqua neanche l'ombra.
L'Arrivo!
Ore 9e qualcosa
Giunti a Serravillage siamo stati accolti da Fra che guidava uno strano mezzo trainato da 2 cammelli, molto pittoresco. Peccato aver avuto le batterie scariche della macchina fotografica...
La casa di Fra era tra le più all'avanguardia. Pareti in lamiera con tetto altrettanto in lamiera. Un grande cortile (di sabbia e polvere) circondava la casa. Un'alta recinzione racchiudeva la casa per proteggerla dagli attacchi degli animali come leoni e rinoceronti. Al suo interno la casa era molto accogliente, poltrone di fango e tavolini di paglia. C'è stata anche offerta una bevanda tipica del posto, acqua scura al gusto di caffè... ma caffè non era.
La nostra tour operator aveva in programma di mostrarci le varie oasi vicine e farci vedere gli animali allo stato brado. Non abbiamo saputo resistere e, caricata la jeep, abbiamo ripreso il nostro viaggio. Assieme a noi è venuto un altro indigeno del posto ospitale quanto Fra.

La nostra nuova destinazione era un villaggio costruito nella riva di uno stagno. Ne avevamo gia sentito parlare infatti avevamo fatto i vaccini anche per le zanzare tigre. Fra e il suo amico sembravano immuni da tali insetti. Durante il viaggio abbiamo potuto ammirare il loro strano concetto di costruzione. Iniziano sempre dal tetto... poveri...
Giunti nel villaggio autoctono vicino, dopo aver dovuto attraversare sterrati e sentieri di fango, abbiamo banchettato xon le pietanze tipiche degli indigeni, insetti e pasta di sabbia. Dopo il "lauto" pranzetto ci siamo diretti in quello che loro chiamano "mare", una pozzanghera di 6m x 6m piena di insetti. Li vicino si
potevano ammirare anche dei fantastici esemplari di fenicotteri rosa che si spulciavano allegramente. Fra ci ha spiegato che le persone si incontrano in questi posti anche per abbeverare i loro animali. Un po' schifati io ed Mg abbiamo dovuto far il bagno con loro mentre Stich ha preferito restare nella capanna di paglia e fango. La permanenza nella, così detta, spiaggia è andata bene. Non siamo stati attaccati dai rinoceronti che si abbeveravano poco lontano da noi. Nella strada del ritorno abbiamo visitato un'antica fortezza di paglia che serviva per avvistare le tribù nemiche, quando ce n'erano... Un po' tramortiti dalle alte temperature, siamo tornati a casa, o meglio in capanna, e abbiamo pensato di cenare con pietanze tipiche del posto. Io e l'amico di Fra ci siamo dovuti prodigare per procacciare il cibo. Dalle loro parti si usa così, gli uomini vanno a caccia e le donne in casa a preparare le vettoviglie e tappare i buchi che si creano nelle pareti di fango. Ho potuto ammirare così in prima persona la maestria degli indigeni del posto. Sono rapidissimi... ma si perdono anche con molta facilità... per fortuna hanno un ottimo olfatto e abbiamo ritrovato la strada di casa seguendo l'odore che emanava la nostra capanna. Per il cibo, purtropppo, ci siamo dovuti accontentare di consumare una pietanza di sabbia e ghiaia ribattezzata da loro "pizza". Dopo la cena abbiamo proseguito la serata in varie capanne dove venivano organizzate danze tribali ed offerte bevande tipiche.
Purtroppo io ed MG non avevamo ancora molte forze e, forse contro voglia dei nostri ospiti, abbiamo terminato la serata verso mezzanotte, perdendo l'ultimo ballo del villaggio... Abbiamo dormito in comodi letti di paglia, alcuni erano addirittura imbottiti con della lana! La notte è stata animata dalle urla di un "coyote" (la "y" va letta "gli" e la "t" va letta "n") che sembrava ululare alla luna forse maledicendola! O forse era una serenata... non l'hanno saputo spiegare neanche i nostri ospiti.
Domenica 29 Luglio 2007
L'indomani mattina, un po' più cisposi del solito, ci siamo spulciati per bene e abbiamo fatto colazione con gli avanzi rimasti. Anche quella mattina siamo andati in un'oasi con tanto di palme e noci di cocco! Molto bella a dire il vero. Ormai ci stavamo ambientando ed eravamo pronti a rimanere altri giorni, ma purtroppo sapevamo che la nostra vacanza stava per giungere al termine.
Tornati in capanna, abbiamo pranzato con carne di zebra e bacche. Abbiamo preparato i nostri sacchi e siamo risaliti sulla jeep. Fra aveva organizzato per il viaggio di ritorno verso Serravillage, un giro panoramico per farci ammirare le bellezze del posto. Così abbiamo visto una lunga distesa di sabbia (come se non ne avessimo viste abbastanza...) e una maestosa (a loro giudizio) città... mah va be'... figurarsi che i bagni sono all'aperto e la povera MG doveva urgente usare uno di quegli
strani apparecchi. [La foto documenta infatti il momento] Solo che durante l'attesa (stavamo giusto ridicolizzando a gran voce la pendenza della cabina) è spuntato un indigeno dalla cabina!!! Vigliaccamente siamo scappati senza scusarci ma felici di aver immortalato il momento. (Quella nel lato sinistro della foto è Fra che, accortasi dell'apertura del bagno, è scappata rapidamente!)
Abbiamo potuto degustare ottimi piatti del posto e visitare un parco magnifico! Il loro vantaggio è proprio questo! Essendoci poca civiltà gli animali vivono in simbiosi con l'uomo e papere, cigni, pavoni, anatre e galline sugli alberi, passeggiano tra gli esseri umani!
Purtroppo era giunta l'ora di ripartire. La strada da compiere era ancora tanta. Riportata Fra nella sua capanna di famiglia, abbiamo salutato con le lacrime agli occhi, un po' per il dispiacere di dover lasciare quei posti fantastici, l'ospitalità, la bellezza del paesaggio, la piccola Fra che tornerà alla sua vita normale nella sua terra d'origine lontana dalla frustrante vita universitaria ma lontana cmq da noi, ed un po' per la povertà del posto e la miseria in cui vivono...
Il Ritorno
Ore - 20
Durante il viaggio di ritorno MG ha guidato senza sosta fino alla civiltà. Dobbiamo ammettere che l'andata era andata meglio. Abbiamo rischiato uno scontro frontale con un gregge di pecore anarchiche. Prese da un'istinto rivoluzionario erano sicuramente evase dal loro pascolo e si dirigevano, allegramente contromano sulla 131, fischiettando l'inno dei marines.
Grazie Fra per la (mini) vacanza!
