Lunedì mattina rientravo a casa da un colloquio di lavoro stufa e un po' scazzata: gia da 10 giorni avevo messo piede nella capitale scozzese e ancora non avevo trovato un lavoretto!
«Le faremo sapere la prossima settimana,
alla fine delle altre interviste»
mi son sentita dire, dopo più di un'ora di colloquio nel quale mi avevano chiesto perfino il numero di scarpe per un'eventuale divisa.
«Che palle!»
pensavo mentre guardavo oltre il finestrino dell'autobus e... improvvisamente mi ricordo che qualche giorno prima, da qualche parte vicino a casa, avevo visto un cartello in cui richiedevano personale, ma a cui non avevo dato troppa importanza. Mi affretto verso quel negozietto pensando «ora basta, entro e quel lavoro sarà mio! Non ho più voglia di aspettare senza far nulla... (oltre al fatto che ho bisogno di soldi per pagare tutte le spese)»... dopo 10 minuti ero sulla strada verso casa, pronta per iniziare il giorno dopo il mio nuovo lavoro.
Ormai da quasi una settimana lavoro in quella fattispecie di caffetteria-paninoteca che si chiama “Vigo Delicatessen” dove per ora mi trovo benissimo e dove sento che per il tempo che deciderò di restare ad Edimburgo sarà il posto giusto.
Siamo un team internazionale: il mio “capo” è un ventitreenne turco e i miei colleghi di lavoro sono una ragazza russa (che si sta licenziando perchè lavora anche in una scuola a tempo pieno), un altro ragazzo turco che lavora part-time e un signore dolcissimo che viene dalla Persia, si chiama Matthew e come il personaggio di anna dai capelli rossi è buonissimo e mi chiama “darling”.
Senza nessuna precisa previsione mentre ero in Norvegia o in Sardegna, la mia vita Edimburghese procede inaspettatamente affollata da impegni, persone, inviti. Dal lunedì al venerdì lavoro tra le 8 del mattino e le 4 del pomeriggio (per un totale di 34h settimanali), il martedì e il giovedì seguo il corso di inglese per upper-intermediate con l'obbiettivo di prendere il FCE (perchè “non si sa mai nella vita, sempre meglio avere un altro pezzo di carta”), la domenica all'ostello di Gino per la cena a £2, il mercoledì e il sabato a correre con Marzia, più varie ed eventuali tra coinquilini e personaggi più o meno interessanti conosciuti qua e là.
Insomma, per essere qui da 16 giorni direi che non mi posso lamentare...