Partorito dolorosamente da Claudio1982 alle ore 02:27
venerdì, 22 agosto 2008

Nei ritagli del tempo penso a quando si studiava tutti insieme..ricordo che la fantasia aveva il potere..le nostre aspirazioni venivano prima di tutto..cosa è cambiato da sei mesi a questa parte? E' cambiato che mi sono accorto che la vita reale è difficile, che perdersi è facile, che i 26enni/30enni che ho frequentato fino all'università si comportavano da ragazzi giovani, mentre quelli che ho conosciuto fuori dall'università si comportano da persone adulte. Più volte mi sono chiesto: sono io ad essere immaturo, ad essere inadatto alla vita fuori dall'ateneo? L'università ci ha protetto dal mondo esterno e ci ha impedito di confrontarci con esso? Ma soprattutto mi sono chiesto: sono io ad essere immaturo, poco incline alle responsabilità o sono gli altri ad avere fretta di crescere? Insomma..ho la sindrome di Peter Pan?

Dobbiamo conformarci alla vita o ci compriamo una città e creiamo una nostra società con le nostre regole?? Un anello di Kula in cui scambiarsi i monili, una comune, una città fantasma con tante balle di fieno..

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Commenti
#1   22 Agosto 2008 - 17:10
 
Ti capisco...
E' la domanda che spesso mi pongo anche io, ma senza neanche guardare troppo gli sconosciuti, basta anche guardare le persone più vicine.
A volte penso che l'univ mi ha "viziato", che forse se avessi studiato in un'altra città sarei una persona più "matura". Altre mi chiedo se veramente sono immaturo o è solo la paura di crescere. Un po' tutti noi soffriamo della sindrme di Peter Pan (credo) ma la voglia di diventare adulti non credo ci manchi. Certo, all'univ era tutto un altro mondo, unico nel suo genere dato che quando lo racconti in giro ti guardano tutti storto.

In questi ultimi giorni penso spesso che sia giunto il momento di abbandonare il "personaggio" che ho sempre indossato e prepararmi a cambiare maschera, come succede dalle medie alle superiori (più o meno), ma non ci si può svegliare una mattina e dire "da oggi provo ad essere come i 26/30enni che si comportano da adulti", e quindi rimango ancora bloccato con questo profilo. La propria personalità, il proprio passato e le esperienze che ci fanno crescere sono solo una questione di cause-effetto, e noi abbiamo sempre avuto un ambiente molto goliardico e giulivo, facilmente affrontabile perché sempre compatti, ma purtroppo pare non essere tutto così.
Forse chi è "adulto" (ma cmq lo siamo anche noi) a 26/30anni non ha vissuto con spensieratezza come noi e magari è "invecchiato" prima del tempo, quindi forse dobbiamo ritenerci fortunati, o forse noi siamo adulti anche agli occhi degli altri ma troppo abituati a vederci in gruppo da non essere in grado di valutare il nostro vero stato di maturità. Se ci pensi tutto quello che abbiamo fatto non è di certo da persone immature, ne quello che vorremo fare...

Purtroppo ora perdersi è molto più semplice
Sapere chi si è e cosa si vuole diventare è difficile
Sapere quali sono le armi da usare contro gli altri è difficile
Vedere che gli altri sembrano avere sempre la risposta giusta alle situaizoni (anche riguardo gli sbocchi lavorativi) è difficile da sopportare
Andare via di casa con l'intenzione di diventare grandi ma senza un soldo, è difficile
Vivere in una comune con le balle di fieno è difficile, ne sono allergico..
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#2   22 Agosto 2008 - 22:32
 
Non fatemi questi discorsi...mi hanno catapultata senza che quasi me ne accorgessi in un mondo di grandi, di cartellini da timbrare, di buoni pasto, di piani ferie, di direttrici cazzute (e anche un pò cazzone)... e mi sono sentita in trappola, come se mi avessero spinto sulla ruota e mi avessero detto: inizia a girare, come girano ogni giorno da sempre tutti gli altri impiegati del mondo: noi ti diamo i soldi e tu diventi quello che a noi piace che tu sia.
E' così che si deventa grandi? Forse... ma in relatà, non c'è niente di male nel diventare grandi e maturi, l'importante è mantenere dentro di se quel briciolo di idiozia che basta per vedersi dal di fuori e non prenderdi mai sul serio!

x Claudio: si hai la sindrome di Peter Pan...oltre che una grave dose di fancazzismo... ma è una novità? :)
utente anonimo

#3   22 Agosto 2008 - 22:33
 
emm...sono Fra
utente anonimo

#4   23 Agosto 2008 - 01:49
 
Sono un bamboccione!!!!!!!!
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#5   23 Agosto 2008 - 14:44
 
no ancora non lo sei, ma sei sulla buona strada per diventarlo!!
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#6   29 Agosto 2008 - 00:39
 
Brutto quando la bolla di sapone che faceva vedere il mondo tutto colorato si scoppia, vero???
Ma raga, è solo questione di prospettive... usate la carta colorata delle caramell e vedrete che il mondo torna colorato!
Scherzi a parte, sapete ch mi ha detto il NOSTRO Guru spirituale?

"il senso che si dà alle proprie scelte è sempre retrospettivo, per cui tanto vale buttarsi nel fare e poi ci si preoccuperà del senso"

Quindi fate tutto quello che vi piace fare, con responsabilità ma anche con un pizzico di idiozia e... il mondo potrebbe essere migliore!
;)
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#7   01 Settembre 2008 - 14:33
 
Dio mio non cambiate, il mondo fa già così schifo... Non lo so neanche io cos'è, forse a un certo punto il superio prende il sopravvento e ci ritroviamo nei panni quanto più simili all'ometto ideale che ci addestravano a diventare quando eravamo piccoli nanetti...

Da poco un mio coscritto si è laureato. Non era particolarmente serio nè particolarmente fancazzista, ma fino alla laurea il suo personaggio manifestava un animo tormentato e ribelle, e cazzarone quando le occasioni sociali erano idonee...
L'ho rivisto dopo la laurea, camicia e maglioncino, che rispetto all'abbigliamento meno omologato di qualche settimana prima era un cambiamento. E anche rispetto alla media dei giovani della nostra semideserta uni.

"che eleganza, c'è qualche evento"
"no ho solo messo la testa a posto"
"...e un maglioncino e una camicia vogliono dire questo?"
"da lì comincio"

Ho avuto un brivido di orrore. Per me uno può avere la testa a posto anche con un abbigliamento diverso... ma forse il resto del mondo non sa leggere sintomi diversi e non prende sul serio chi non sottolinea la maturità con camicia e maglioncino.

E una testa "a posto" può ancora essere vivace e piena di sogni.

Ma forse è tutto un fatto di riti di passaggio...come quando alcuni cambiano dopo quei matrimoni chiamati tomba dell'amore...

Però fortunatamente esistono matrimoni felici... quindi magari anche con l'ingresso nel mondo dei "grandi" segnato da altri eventi (laurea, lavoro etc...) quello che conta è quanto è forte lo spirito di chi compie il rito di passaggio...

Ne ho perso un sacco di amici per colpa di questo o quel rito di passaggio... presto comincerò a sceglierli già vecchi per evitare delusioni.
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