Partorito dolorosamente da Claudio1982 alle ore 17:39
venerdì, 19 ottobre 2007

Da  www.beppegrillo.it

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Permalink ¦ commenti (7)
Commenti
#1   19 Ottobre 2007 - 17:56
 
Lentamente il regime sta venendo allo scoperto. A questo punto ci possiamo aspettare che per una discussione tra amici si debba essere autorizzati dall'autorità competente! Ciao.
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#2   19 Ottobre 2007 - 18:58
 
aaaaaaaaaaaaaaaaaahhh!!!!

ma che cazzo!!!

Ma da chi diavolo siamo rappresentati?

Voglio parlare con Mangiafuoco!!!


Va a quel paese (e non vorrei dire quale...) la libertà di espressione!
E' il tipico atteggiamento di chi ha paura di essere "scoperto". Di chi ha qualcosa da nascondere e che deve per forza VIETARE la libertà di espressione e comunicazione/informazione!
PietroAtzeni, tu parli di Regime... credo che sia molto peggio!!!

Ma questa "gente" i libri li legge?
Altro che 1984 di Orwell!!!
La cultura l'ha ottenuta leggendo i cartoni del latte? ... che è un complimento perché almeno un po' di biologia alimentare, chimica ed agronomia la saprebbero...

Se bloccano i blog, verrà inventato un altro sistema per comunicare, se bloccano anche quello... be' NON CAMPERANNO 100ANNI!!!
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#3   19 Ottobre 2007 - 19:32
 
Intanto Di Pietro si dissocia:

http://www.antoniodipietro.com/2007/10/no_al_bavaglio_per_la_rete_1.html
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#4   19 Ottobre 2007 - 19:46
 
A questo punto non ci resta che sperare che in parlamento sia rimasto ancora qualcuno sano di mente e che il ddl non venga approvato. Se dovesse proprio andare male credo ci siano gli estremi per appellarsi all'UE...
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#5   20 Ottobre 2007 - 13:21
 
Assurdo!!!
Ma davvero siamo rappresentati da certa gente... siamo davvero arrivando a competere con la Cina in tema di restrizione della libertà di espressione...
Mandiamoli a casa!!!
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#6   21 Ottobre 2007 - 23:46
 
Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

Non vedo dunque la necessità di restringere l'accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

E poi scusate... ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire...) attraverso l'indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

Non vi pare un po' incoerente, per non dire di peggio?
utente anonimo

#7   22 Ottobre 2007 - 10:31
 
L'Italia è incoerente!
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Commenti
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categoria : politica, internet, comunicazione, censura, attualità, libertà, cose inquietanti


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